Pass The Point Of No Return

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Caramelle e assenzio.
view post Posted on 30/7/2009, 00:14P_QUOTE
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Al sentir nominare la sorella, qualcosa scattò dentro Suzaku.
S'irrigidì, mentre le mani si facevano sudate, come colte in uno stato di panico.
La mente tentava d'introdursi in quel rimescolio di emozioni, ma senza risultato.
Lei era più importante.
Quel messaggio arrivava da ogni fibra del suo essere, da ogni cellula, come una sentenza di morte.
Faceva male.
Il lavoro soffriva.
Le lacrime presero a scorrere, silenzioso, sul volto perplesso di Suzaku.
Lloyd se ne accorse ed alzò una mano in direzione di Lelouch:
- Il problema è stato trovato. - disse, con tono più serio del solito.
Guardò Suzaku e sorrise:
- Fa male? -
Il giovane lo guardò, annuendo, basito: male anzi era dir poco...
- E'...io...lui non potrà mai amarmi... non come afferma di fare...-

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view post Posted on 30/7/2009, 00:35P_QUOTE
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Lelouch trattenne il respiro, per qualche istante incapace di credere a ciò che vedeva. N-non... non voleva fare male a lui, a Suzaku! Un senso di colpa tremendo lo colpì come uno schiaffo in faccia.
Si sentì impotente.
Era colpa sua.
Qualcosa di fin troppo simile al giorno che aveva litigato con il padre e messo sia se stesso che Nana nella situazione di non avere più niente, né gentilezza nè aiuti.. Aveva dato volentieri un calcio a tutto quello, ma se non fosse stato per lui Nana avrebbe avuto un futuro più semplice.
Cercò le parole.
Cercò gli occhi del Dottore.
Non crede che questo sia un po' troppo? lo accusò, tacitamente.
- Perché non dovrei amarti? Quello che dici non è vero...
Si alzò, ignorando qualsiasi eventuale opposizione di Lloyd, che neppure guardò.
Toccò una guancia di Suzaku, asciugò le lacrime.
E poggiò le labbra sulle sue.

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view post Posted on 12/8/2009, 00:37P_QUOTE
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Il tempo finì il suo corso nel prefetto istante in cui quelle bocche si sfiorarono.
La stanza sembrò cadere nella penombra, la luce del sole sembrò svanire.
Un faro si puntò sui due pazienti del compiaciuto dottor Lloyd.
Certo, egli non aveva pensato che potesse arrivare a tanto, il caro Lelouch, ma la piacevole sorpresa lo rese alquanto gaudente, quando vide che Suzaku, occhi aperti e stupiti, lo lasciava fare, quasi per paura di rompere quella terapia.
Oh, era invero assai divertente, vista da fuori la situazione.
E conosciuti i due personaggi che gli stavano di fronte, naturalmente.
Suzaku, nella mente, aveva il vuoto più completo, perchè il lavoro, quella nuova parte di lui, di cui faceva momentaneamente parte, ora accettava quel bacio, come pegno d'amore, unendosi a qualcosa di più antico, di più semplice e arcano allo stesso tempo. Un istinto primordiale forse...


Edited by †Neera Pendragon† - 14/8/2009, 00:11

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view post Posted on 13/8/2009, 23:29P_QUOTE
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Era un bacio totalmente istintivo. Pacato.
Un bacio con tutta la tenerezza d'un fratello, la devozione d'un fedele, l'insistenza di un amante. Non durò molto, quel contatto leggero tra le loro labbra. Era come averlo fatto mille volte: naturale, spontaneo, col desiderio di chi è certo della fedeltà dell'altro, e dimostra ogni briciola di affetto a furia di carezze, baci, e sguardi. Le mani di Lelouch, da sole, scivolarono tra quei capelli troppo ordinati, passando le dita tra le ciocche che si arricciarono appena.
Un'occhiata perduta, un sorriso, la lingua a guizzare sulle labbra per avere un altro po' del suo sapore per un istante in più.
Un altro bacio, brevissimo, come per sigillare quello che era accaduto.
Fu proprio l'arrendevolezza del partner a riportarlo in lui, fargli rendere conto che stava baciando Suzaku, davanti a Lloyd, che doveva essersene certo accorto.
Con questo, fu consapevole che non era al proprio lavoro che si era rivolto, ma alla persona che aveva davanti, quello sconosciuto che sembrava guardarlo dritto dentro l'anima.
Per questo, arrossì, scansandosi.
Chiese a mezza voce di poter lasciare la stanza per andarsi a sciacquare in bagno: non sarebbe rimasto lì cinque minuti di più.

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view post Posted on 14/8/2009, 01:04P_QUOTE
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L'interesse di Lloyd per quei gesti da parte di Lelouch crebbe alquanto, non appena lo vide dedicare più attenzioni del dovuto al compagno che gli aveva affiancato in quella situazione.
Certo, sembrava assurdo, eppure qualcosa era andato storto, in un certo qual modo...
In un altro, invece, era andato tutto secondo le aspettative più rosee.
Perchè ora, sul volto di Suzaku, c'era un imbarazzo e un susseguirsi di emozioni senza pari.
Anche se la mente era vuota... l'anima era ormai stata colpita appieno.

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view post Posted on 19/8/2009, 19:17P_QUOTE
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Lelouch si coprì la bocca e senza aspettare il permesso esplicito, uscì. Chiuse la porta con troppa forza, filò dritto alla fine del corridoio e, prima di vedersi nello specchio, aprì il rubinetto, si lavò il viso con acqua fredda, imprecò tra i denti.
Doveva stare peggio di quanto persino Nunnally temesse, per essersi lasciato andare in modo simile! Ebbe voglia di sprofondare nel cuscino e addormentarsi, e forse ci sarebbe riuscito... ma perché il sonno gli veniva sempre nei momenti in cui non poteva?
Che... umiliante.

***

Lloyd lasciò passare mezzo minuto, riflettè sul da farsi: Lelouch si era spinto troppo avanti, adesso avrebbe di sicuro indietreggiato, era di quelli che detestavano restare esposti.
Intrecciò le dita, fece un gran sorriso al paziente ancora attonito e ammiccando indicò la porta.
- Signor Kururugi, se non le dispiace, potrebbe riportare qui Lamperouge? - chiese con educata formalità - Non fa spesso cose impulsive, quel ragazzo, ma quando accade...
Bastava un piccolo tocco, per far scivolare una pietra in bilico, e causare tutto il resto.

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view post Posted on 26/8/2009, 01:38P_QUOTE
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Suzaku immediatamente, si riscosse, annuendo vigorosamente.
Sorrise impacciato al dottore, dirigendosi verso la porta, fallendo nell'aprirla, trovando poi il senso giusto.
Sorrise, ancora, completamente in cerca di una mera visione di stabilità.
Lui, attorno, non ne vedeva.
Guardò la gentile segretaria accennargli ove stavano i bagni, la ringraziò pacato, tornò al suo piccolo dovere.
La porta del bagno era semichiusa, Suzaku bussò, incerto:
- Posso entrare...?-

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view post Posted on 26/8/2009, 17:14P_QUOTE
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Sussultò. Aveva bussato, era gentile. Lelouch sussultò lo stesso. Sapeva che era lui.
Si leccò le labbra, asciugandosi il viso con un pezzo di carta morbido. Rubò un'occhiata allo specchio per controllare come stava: meglio di quanto credeva.
- Ma certo.
Tenne la voce sotto controllo.
Forse anche Suzaku aveva bisogno di un po' di tranquillità, e gli andò incontro, evitando accuratamente di guardarlo negli occhi.
- Penserai che sono un maleducato. Non era mia intenzione, non accadrà più.
Non riuscì a trattenersi affatto dall'aprire bocca. Aveva mandato in fumo l'occasione di glissare sull'argomento. Rendendosene conto, lo guardò negli occhi e sentì ogni determinazione polverizzarsi, in fondo al cuore, anche se era certo che non fosse trapelato sul viso. Solo sua sorella riusciva a leggerlo così bene.

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view post Posted on 29/8/2009, 12:36P_QUOTE
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Fece un passo indietro, lasciandogli spazio.
Non sapeva bene come comportasi, data la situazione, ma si limitò ad indocare l'ufficio di Lloyd:
- Se possibile, potresti rietrare? Devo fare anch'io una terapia, dopo di te, e non ho molto tempo... -
Stava svicolando il discorso?
Ebbene sì,non si sentiva per nulla in grado di discutere su quanto stava accadendo tra loro due, sempre che di qualcosa si trattasse.
Non avrebbe mai e poi mai parlato ad Euphie di quanto successo, quindi si vietava lui stesso di argomentarne, anche in quel momento.
Anche se...
... Il brivido, il sapore delle labbra...
Quello c'era ancora.

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view post Posted on 29/8/2009, 17:36P_QUOTE
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Un piccolo morso, nel petto, la boca dello stomaco contratta, e Lelouch si passò una mano tra i capelli, per guadagnare quel paio di secondi necessari a non scomporsi.
Drizzò la schiena, mosse il capo indicando l'uscita, cercò le parole più adatte:
- Hai ragione, andiamo.
La luce sembrava essersi smorzata, in quel bagno. Ma forse era solo la stanchezza.

Il cellulare di Suzaku suonò sulle note di What Ya Waiting For della Gwen Stefani. Lelouch fece per uscire, ma Suzarku rimase sulla porta e la sola idea di andargli vicino gli fece rivoltare le viscere, e rimase dove era.

Grazie a Masu per il titolo della suoneria!

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view post Posted on 23/9/2009, 21:46P_QUOTE
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Veloce, l'altro rispose, aprendo il cellulare con uno scatto.
Era rimasto nascosto nella tasca dei pantaloni, in attesa del verdetto finale per il pranzo.
Sapeva che presto sarebbe venuto, era inevitabile in certi casi.
Si allontanò di un poco dall'altro, mentre rispondeva ad Euphemia, rispondendo alle sue pressanti domande.
Non se la sentiva di dirle che non aveva affatto cominciato la terapia, dando invece il suo tempo ad un perfetto sconosciuto che, addirittura, l'aveva baciato.
Dirlo alla ragazza sarebbe stato decisamente troppo.
Tergiversò, insomma, scoccando delle occhiate tra il timoroso ed il sospettoso al giovane che aveva di fianco, mentre ascoltava sua moglie.
Euphemia, in altra circostanza, lo avrebbe informato dettagliatamente di quanti begli spunti aveva avuto in mattinata, e di quando meravigliosi fossero gli abiti per cui lei e Cornelia avevano deciso. Senonché, aveva una notizia orribile per Suzaku: dopo averci girato un po' in tondo, proferì in fretta e furia un ci sono problemi per il pranzo, perché abbiamo incontrato Guillford che ha insistito assolutamente per offrirci un aperitivo all'Hotel internazionale, e sai tutto quello che lui fa per noi, quanto stimi Cornelia come professionista....
Purtroppo, tra Guillford e Suzaku non correva buon sangue, e ciò tormentava Euphemia, che non poteva comunque sottrarsi, anche se certamente lei con Guillford andava d'accordo: lo trovava davvero uno splendido amico per sua sorella. Visto che Cornelia ci teneva moltissimo a non disattendere le gentilezze di Guillford, nel gruppo l'automaticamente escluso era proprio Suzaku.
Così, oltretutto, poteva fare con calma!
Euphemia stava per chiedergli di farle una commissione, visto che aveva tempo, ma entrarono in galleria e cadde la linea. Lei mise il broncio, ma si distrasse con Guillford che le chiedeva se i pizzi dell'abito erano a tombolo o ago, e si dimenticò di richiamare quando furono di nuovo fuori.

Edited by karura - 25/9/2009, 19:50

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view post Posted on 25/9/2009, 18:55P_QUOTE
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L'altro sembrò improvvisamente subissato da chiunque fosse al cellulare (e dopo un paio di battute Lelouch era sicuro che fosse la moglie). Visto che non si scansò da davanti la porta, lui non poteva passare.
Per quanto, in realtà, lo desiderasse ferocemente.
Voleva mettere fine a quella mattinata assurda.
La mancanza di sonno forse contribuiva a rendergli tutto più surreale, eppure era convinto che quella conversazione al telefono ne avesse di suo, di stranezza. Suzaku sembrava tutt'altra persona, come schiacciato da un macigno.
Doveva essere quello il problema che lo aveva portato da Lloyd. Forse la moglie era una psicopatica, o era in cura anche lei da Lloyd e ci aveva trascinato pure lui.
Quella cavolo di porta era così vicina. Irraggiungibile.
Lelouch guardò discretamente altrove, le mani sui fianchi, una gamba che reggava il peso l'altra leggermente piegata.

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view post Posted on 9/10/2009, 17:53P_QUOTE
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Rimase interdetto, quando cadde la linea.
Tolse il cellulare da vicino l'orecchio, lo guardò con un moto di confusione, come se gli fosse estranea una situazione come quella. Tra tutte le cose che quel giorno erano successe, certo, era la meno strana, ma in cuor suo avrebbe voluto continuare a conversare con la moglie, almeno per accertarsi che non si fosse offesa per la sua assenza a pranzo.
Ma, dopotutto, sapeva che non era così.
Euphemia era troppo buona, troppo gentile per anche solo pensare una parola sgarbata. Dovette sorridere appena, ricordando che donna splendida aveva sposato. Nonostante le sue attenzioni un po' maniacali, nonostante il rosa che svettava per tutta la casa...
Sì, Euphemia era decisamente una delle donne più dolci che avesse mai incontrato.
Chiuse il cellulare, mettendoselo in tasca, per poi alzare il capo su Lelouch, come se si fosse dimenticato della sua presenza:
- Oh, scusami. A volte dimentico dove mi trovo, quando penso troppo. - rise, una mano ai capelli mentre rideva imbarazzato - Il signor Lloyd ha chiesto il tuo ritorno in sala... Posso darti del tu, non è vero? Sai, non tutti lo accettano, ma non sono in grado di mantenere un tono formale quando sono sotto stress... -
Il suo nervosismo aumentava, man mano che cercava di fare conversazione.
Rise ancora, quasi sforzandosi, per poi rendersi conto di quello che stava facendo.
Si voltò ed uscì dal bagno, imbarazzato della sua stupidità momentanea.

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view post Posted on 16/10/2009, 20:05P_QUOTE
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Lelouch era rimasto in silenzio ad ascoltarlo, cercando di intendere il momento opportuno per rispondere a quello che Suzaku diceva. A dire il vero, era sollevato dalla proposta di darsi del tu (anche perché non aveva senso, per lui, condividere fatti personali con qualcuno che chiami per cognome, anche se sei costretto a sottostare alle idee folli di un analista sadico). Eppure, proprio quando avrebbe dovuto rispondere lui, Suzaku filò via dal bagno.
Va bene essere nervosi, ma interrompere un discorso! Doveva essere davvero sconvolto, pover'uomo...
Quando lo avrebbe raccontato a Nunnally, Lelouch era certo che la sorella gli avrebbe fatto pelo e contropelo, per quella storia.
Così, tratto un respiro profondo, uscì dal bagno, tornò in ufficio sostenendo lo sguardo penetrante di Lloyd, e si sedette di nuovo.
- Suzaku, mi spiace per l'interruzione. Spero comunque di non aver rovinato la terapia, Dottore...
Disse, dando per implicito la risposta che Suzaku non aveva avuto i nervi di aspettare. Volse il viso nella direzione generica di Lloyd, accavallando le gambe. Ignorò, con uno sforzo di volontà, il ricordo di quel bacio, in quello stesso studio, solo pochi minuti prima.

Lloyd si sistemò gli occhiali sul viso.
- Certe cose sono inevitabili, altre un po' meno. Lavoreremo sopra ad alcune cose.
Usò di proposito un tono lievemente duro, non tanto per divertirsi a intimorire Lelouch, quanto per fargli capire chi è che la comandava, lì, in quello studio. Quel ragazzo era il tipo da mandare tutto a monte, se anche solo un dettaglio non gli andava bene, e visto il modo magnificamente plumbeo in cui era iniziata quella terapia di coppia, si promettevano tifoni e tempeste ristoratrici e rinnovatrici per entrambi. Lloyd non avrebbe mai permesso all'orgoglio del moretto di infilarsi in mezzo all'esperimento.
Sorrise gentilmente a Suzaku.
- Forse per la fretta non avete saputo, signor Kururugi, che sarebbe meglio spengere il cellulare, mentre siete in questo studio. Aggeggini interessanti che distraggono troppo, a mio parere. Per inciso, posso sapere chi era?

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view post Posted on 9/11/2009, 02:30P_QUOTE
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Entrato nella stanza con passo accorto, nel rimembrare quanto accaduto prima, il giovane andò a sedersi al proprio posto, ascoltando le parole di Lelouch con attenzione, quasi fossero state dette da una persona di alto rango.
Qualcuno della famiglia di sua moglie, ad esempio.
Non seppe spiegarsi il perchè. Forse era solo ancora teso per via della chiamata.
Era in ritardo. E Euphemia aveva rimandato il loro incontro.
Forse Cornelia aveva in mente qualcosa?
Forse voleva convincerla a denunciarlo alla Sacra Rota!
Si portò una mano alla nuca, senza accorgersi inizialmente che Lloyd stava parlando con lui.
Si riscosse, posò le mani automaticamente al cellulare una volte che l'altro lo nomino.
In effetti forse doveva spegnerlo ma...
- Sarò sincero, signore, era mia moglie. Non amo chiudere il mio telefono, nel caso lei lo trovasse spento sono certo che si preoccuperebbe molto, cosa che non è affatto nei miei desideri... Quindi, se non le dispiace... - provò a spiegare, anche se dalla voce traspariva quasi una speranza che gli venisse detto comunque di spegnerlo.
In fin dei conti, era lì per risolvere i suoi problemi...
E, purtroppo, uno dei suoi problemi era proprio Euphemia.

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