Pass The Point Of No Return

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I grandi amici sono mastini..., ... capiscono cosa provi e sanno mordere.
view post Posted on 31/7/2009, 15:23P_QUOTE
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Ignorando le proteste di madame Chips si era rimesso in piedi: niente e nessuno potevano costringerlo a sopportare quel letto scomodo e quella situazione imbarazzante mezz'ora di più. E poi riusciva a camminare benissimo, l'unico vero disagio era una nausea insistente, che la pozione non aveva del tutto cacciato dal suo corpo. Per non dire del sapore orribile di quella cosa che aveva dovuto mandare giù...
Si sciacquò il viso nei bagni dell'infermeria, togliendosi le vesti logorate dalla caduta. Una matricola del primo anno aveva fatto il suo lavoro, e portato un nuovo cambio: Lelouch era ben conosciuto, e nessuno osava farselo nemico, anche solo per omissione di qualcosa nei suoi confronti. C'era anche la sua bacchetta.
Una volta tornato in condizioni impeccabili, fece la sua uscita dai locali dell'Infermeria, e scese le scale diretto verso il proprio dormitorio. Non dovette camminare molto per vedere due rappresentanti della squadra che lo aspettavano, e che appena fu loro davanti gli furono alle calcagna supplicando tutto il supplicabile.
Si limitò a non rispondere, il che era un buon segno. I disgraziati avrebbero continuato a tremare per le prossime settimane, il che era buono e giusto, ma lui era di umore troppo buono per pensare a perdere tempo con loro.
Si fermò di colpo. Quasi caddero per non andargli addosso. Si voltò, guardò negli occhi uno dei due. Non era uno della squadra, era la matricola che gli aveva portato i vestiti accanto al letto... Aveva detto di chiamarsi Rolo, se non errava.
Lo ignorò, si girò verso l'altro:
- Parlami del Grifondoro che mi ha colpito. Cosa sai di lui?
Tempo di essere nella camera comune dei Serpeverde, e Lelouch aveva dei leggeri giramenti di testa. Per orgoglio aveva camminato come se non fosse stato quasi ammazzato da un Grifondoro, qualche ora prima. Inoltre, più sentiva parlare di Suzaku più i conti non gli tornavano. Un Grifondoro in piena regola, decisamente, ed era incredibile che uno così potesse suscitargli qualsiasi forza di interesse.
A meno che non voleva giocare con un topolino bianco da laboratorio, certo. Doveva essere questo. Era solo per il colore di quegli occhi, sicuro.
Ma se non fosse stato così?
Lelouch si lasciò scivolate elegantemente su una poltrona di pelle, chiedendo di portargli un the rosso caldo. Avrebbe dovuto coricarsi, ma la sua dignità non glielo permetteva: sarebbe stato farsi vedere indebolito. Invece no, lui era in piedi e ci sarebbe rimasto per il resto del pomeriggio.

Edited by karura - 12/8/2009, 00:21

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view post Posted on 11/8/2009, 22:03P_QUOTE
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Cera fu la sua cameriera, in quell'occasione.
Preparato il the dagli elfi domestici, lo raggiunse con passo cadenzato, senza togliere dal suo pallido viso quell'espressione tranquilla ed un po' menefreghista che la caratterizzava.
Posò il vassoio sul tavolino davanti alla poltrona su cui sedeva il giovane, senza fiatare.
Prese la teiera, riempì la tazza del liquido fumante richiesto.
Conosceva Lelouch meglio degli altri, grazie a numerose lezioni che li avevano visti insieme a fare pozioni o lavori di gruppo.
Si poteva quasi definire sua amica, ma non ne sentiva la reale necessità.
Si sedette sulla poltrona in pelle a fianco, accavallando lentamente le gambe:
- Ti vedo pensieroso...-

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view post Posted on 11/8/2009, 23:20P_QUOTE
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Lelouch chiuse le palpebre lentamente, prese un sorso del buon the caldo. Poggiò di nuovo la schiena, adagiando la tazza su un bracciolo, tenendola col braccio che non aveva rotto: quando beveva il the sapeva piegare l'orlo con grazia, e non lasciava mai trasbordare gocce ineleganti.
Puntò gli occhi in quelli della ragazza, la creatura più interessante tra i coetanei, e forse dell'intero millennio. A Lelouch importavano poco, questi dettagli, perché tutti, alla fin fine, quando sono messi alle strette si assomigliano. Esiste solo chi domina, e chi vuole essere dominato.
Era stato cresciuto nella brutale bellezza del tradimento e della menzogna. Nonché nella spietata ruvidezza della selezione naturale: con una sorella maganò ed un'altra quasi del tutto impedita, un fratello già inserito al Ministero, in quanto ultimogenito Lelouch doveva lavorare duro, per far valere quello che era. Dell'opinione dei suoi genitori gli importava solo per onore, era più che altro l'orgoglio a infiammarlo: Schneizel era bravo, ma lui sarebbe diventato un mago ancora migliore.
- Ho trovato un nuovo giochino.
Teneva il braccio sinistro in grembo, sentendovi ancora i brividi della frattura.
- Uno più divertente del solito.

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view post Posted on 18/8/2009, 21:59P_QUOTE
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La ragazza sorrise, sorseggiando ancora il suo the, contemplando il compano con sguardo analitico. Carpire i pensieri di Lelouch non era difficile, per il suo sguardo allenato, ma c'era qualcosa, non sapeva bene cosa, che era vagamente insolito in lui.
L'espressione, la luce negli occhi.
Erano...strani.
- Chi ha attirato la tua attenzione? - chiese, meditando di ordinare una pizza appena concluso il loro " colloquio".
Ascoltare Lelouch faceva venire fame.
Aver a che fare con lui, in definitiva, le causava scompensi a livello fisico e mentale, talvolta. Ma era divertente.
Il finale dei loro discorsi aveva sempre conclusioni interessanti.

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view post Posted on 19/8/2009, 22:06P_QUOTE
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- Mhm - inclinò il capo di lato, sorridendo - Non è tanto il chi, quanto quello che ho in mente per lui. Il Battitore che mi ha colpito, il figlio di Gembu. Come penso saprai, è venuto in infermeria, e non ho resistito a incastrarlo ad aiutarmi per quella piccola faccenda del Preside.
Bevve un altro po' di the, si passò le dita tra i capelli, contemplò il braccio fratturato.
- Voglio fargliela pagare. Non ho mai provato così tanta rabbia contro un Grifondoro. Ho intenzione di divertirmi molto, nel frattempo, e sono curioso di capire come da un padre così illustre sia venuto un figlio tanto degenere...
Quella era una storia abbastanza famosa, Lelouch l'aveva sentita spesso ventilare, non immaginava certo però si potesse trattare di lui. Venirlo a scoprire era stato quasi piacevole.
Voleva farlo suo, in tutti i modi in cui era possibile.

Edited by karura - 19/8/2009, 23:30

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view post Posted on 26/8/2009, 01:22P_QUOTE
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Composta, Cera annuì a quel monologo, riflettendo sulle variabili di quel comportamento così insolito.
Forse il giovane aveva battuto un po' troppo la testa, vista la sua morbosa attenzione che traspariva dalle parole stesse che pronunziava. Sembrava contento di poter rompere un giocattolo altrui, ed al contempo felice di poterlo fare proprio.
Uno spettacolo alquanto rilassante, a dire il vero.
Con quel braccio fratturato, manteneva la sua "regalità", interloquiva amabilmente sun un argomento a dir poco strano, mentre lei pensava a come procurarsi una pizza a quell'ora.
Non era coerente, lo sapeva, ma se con quel the... ci fossero stati dei dolcetti...?
O delle pizzette...
Aveva sonno.
Doveva sicuramente avere sonno.
Lei era una classica insonne, ma non riuscire a mantenere la concetrazione non poteva che comportare la scoperta di necessità di sonno.
... Oppure era un incantesimo...
Guardò Lelouch, ma lui parlava con fin troppo entusiasmo del figlio di Gembu.
Quella specie di... eccezione alla regola.
- A dir poco originale, tra tanti, scegliere proprio lui da tediare, non credi? - chiese, poco attenta se era coerente nel contesto quella sua richiesta.

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view post Posted on 26/8/2009, 15:25P_QUOTE
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Notò l'atteggiamento insolito della ragazza, corrugò la fronte, stupito ancora di più da quella domanda. Razionalmente, era una curiosità plausibile, ma qualcosa in Lelouch faceva fatica ad apprenderne tutti i risvolti.
Come se avesse un blocco, ma sentisse dall'altra parte di un muro di ghiaccio vorticare le acque.
- Proprio lui... perché lui ha colpito me.
Disse, in riferimento alla partita, totalmente cieco a quello che, invece, avveniva dentro il suo cuore.
- Dopotutto, nessun Grifondoro è nato mai da un Serpeverde e, se ci sono stati, i padri se ne sono liberati finché erano in tempo. Con metodi più o meno drastici. Suzaku invece cammina alla luce del giorno, come fa?
Erano riflessioni rivolte più a se stesso che a Cera. Infatti ignorandola si alzò e andò sotto a una grande vetrata, osservando i movimenti della luce tra le onde del lago.
Era sempre molto scuro, nelle stanze della casata dei Serpeverde.
- Credo che andrò a fare una passeggiata. Ti faccio portare qualcosa da mangiare, hai una brutta cera.
Aveva il bisogno di stare da solo. Solo lui... e il pensiero del Grifondoro.

***

Aveva firmato autografi e fatto foto con le fangirl, e senza accorgersene era passata più di un'ora e mezza, e lui aveva ancora addosso i vestiti della partita.
Così Gino baciandone tre o quattro sulle labbra (le prime che aveva sottomano), le salutò chiedendo perdono, ma gli urgeva un bagno.
Loro si sciolsero in lacrime e grida, seguendolo fino alla porta dello spogliatoio, che lui richiuse fermamente alle spalle per non essere assalito anche nei bagni.
Non che gli fosse dispiaciuto in un altro momento, ma qualcosa era andato storto.
Lui non era il tipo da analizzare le situazioni, anzi: le prendeva sempre dal primo verso con cui gli si profilavano davanti. Era stata una vittoria schiacciante, però, tragedia delle tragedia, Suzaku...

... non avevano potuto festeggiare di cioccorane a partita conclusa! Questo sì che faceva male. Era un rito: dopo ogni vittoria, le grida di esultanza negli spogliatoi, e le loro cioccorane.
Invece Suzaku aveva mollato tutto e tutti senza una parola, recandosi in infermeria per scusarsi col Serpeverde.
Oh, Gino lo conosceva abbastanza per sapere cosa gli frullava in testa, e quella era l'unica spiegazione plausibile.
Suzaku Suzaku, era un così bravo battitore, non poteva essere considerato stupido, ma a volte per Gino quella testa dura era un mistero.
Si mise sotto il getto bollente, salutando un paio di compagni che si erano attardati nelle docce per comprensibili attività.
Sbuffò. Se solo una volta, almeno una volta, anche Suzaku fosse stato così poco... riottoso.
La timidezza, agli occhi di Gino, era una malattia grave. Sarà stato per carattere, o perché aveva spesso passato le vacanze degli zii Serpeverde: sia la propria che la loro famiglia, erano purosangue, e anche se Gino non aveva niente contro i babbani (infatti per lui, semplicemente, non esistevano), aveva imparato molte cose dai cugini. Ad esempio, divertirsi nella vita era prioritario, senza farsi duemila problemi con cose inutili (cosa che oltretutto gli aveva sempre detto anche sua mamma!).
Non era né buono né cattivo, Gino: sembrava indifferente a qualsiasi classificazione in tal senso. Agiva di istinto.
Proprio quando chiuse l'acqua, sentì rumori nello spogliatoio. Aveva i capelli biondi completamente sciolti, le ciocche di solito annodate in trecce lunghe fino alle scapole, la pelle chiara arrossata dal getto bollente.
Andò a controllare, e vide Suzaku che cercava di fare piano. Ma aveva degli ottimi sensi, si accorse che era emerso dalle docce.
- Suzaku! Finalmente! Cosa sei stato in giro a combinare? Non dirmi che finalmente hai ceduto alle avances di quella corvonero pazza... Come si chiama...? Ah, Kallen!
Gli andò incontrò, e passò una mano tra i capelli, tirandoli piano.

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view post Posted on 9/11/2009, 03:05P_QUOTE
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Lo stette ad ascoltare, lo seguì con lo sguardo, gli fu grata quando lo sentì parlare di cibo.
Non era coerente per dei comuni babbani, ma per lei tutto era collegato.
La malinconia di Lelouch era, tuttavia, una strana incognita. Perchè quell'improvviso interesse?
Quale trama nascosta si stava formando, nella testa dell'altro?
Non potè chiederlo, perchè lui volle allontanarsi.
Ebbene, lei non sarebbe intervenuta. Come sempre, si sarebbe limitata a guardarlo fare, dandogli il suo completo appoggio, certa che lui non si sarebbe cacciato nei guai. Dopotutto, era solo interesse, ciò che provava. Ma una simile frase suonava ancora troppo distorta nella mente di lei.
Si voltò a guardare la luna fuori dalla finestra, come alla ricerca di un suo consiglio.

*****

Si era diretto fin lì con la certezza di poter rimanere indisturbato nel fare la doccia ed invece, sfortuna tra le sfortune, si era ritrovato l'ultima persona al mondo con la quale desiderasse conversare in quel momento: Gino.
Dannazione.
Gli rivolse un'occhiata in tralice, mentre si dirigeva verso il suo armadietto, recuperando quelle poche cose che gli servivano per fare una doccia.
La presenza del compagno completamente bagnato e denudé dietro di lui non era tuttavia tanto facile da ignorare.
Specie quando si soffermò su quel discorso.
Suzaku si voltò irritato visibilmente:
- Sono andato in infermeria, non ho fatto nient'altro.- spiegò lapidario, iniziando a spogliarsi con calma.
- Tu, invece, che ci fai qui?-

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7 replies since 31/7/2009, 15:23
 
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